2016 – Un anno di letture parte III – I Libri

Eccoci qua, finalmente giunti alla terza parte di questo super riassunto delle mie letture del 2016, con la parte più attesa (come no) ovvero i miei libri preferiti.

Come ho già accennato nel post introduttivo (che potete trovare qua) il 2016 è stato un ottimo anno dal punto di vista delle letture. Certo il fatto che io abbia avuto tanto tempo per leggere è stato indissolubilmente legato a circostanze con cui non voglio tediar nessuno e che esulano totalmente dal contesto del blog, ma vediamo il lato positivo e pensiamo ai 58 libri letti, alla riscoperta dei libri fantasy, al piacere di leggere un classico al mese e anche alle fregature (poche) prese, alle delusioni e ai libri letti con fatica ma che poi si sono rivelati un’ottima lettura (anche se non da arrivare da queste parti). Una cernita andava fatta e qui vedrete solo i libri che mi sono piaciuti di più.
La premessa, doverosa anche se ridondante, è che si parla solo del mio gusto personale e non del reale valore dei libri. Credo che chiunque bazzichi da questa parti sappia con certezza che io non sono una critica letteraria, non ne possiedo le capacità né i mezzi e quindi quando parlo di libri (sul blog, con gli amici dal vivo, nei gruppi che frequento sui social) lo faccio solo come parere personale e spesso i miei gusti non coincidono affatto con quelli medi che trovo su internet (qualcuno ha detto L’Amica Geniale per caso?Sì, linciatemi pure ma vi ho abbondantemente detto di questo questo libro mi abbia praticamente ucciso l’entusiasmo riguardo la serie a causa della mancanza di empatia che ho riscontrato nei confronti dei personaggi).
Ah sì, premessa doverosa 2, i libri da me letti non sono tutti usciti nel 2016, è una “classifica” delle mie letture dello scorso anno, non delle uscite dello stesso.
Come nel caso dei fumetti i libri non vengono proposti in ordine di gradimento, bensì in ordine temporale, da quelli letti a inizio 2016 a quelli conclusi a dicembre.
Buona lettura!


  1. Stazione Undici di Emily St.John Mandell (gennaio 2016)

    Il primo libro letto nel 2016, dapprima in inglese in formato digitale e poi recuperato in formato cartaceo in italiano perché mi era piaciuto talmente tanto che volevo lo leggesse anche mio padre.
    Un libro di fantascienza, un libro sull’apocalisse o meglio sui sopravvissuti all’apocalisse, un delicato ed elaborato intreccio di storie e personaggi tra passato e presente ma, soprattutto una storia profondamente umana su ciò che veramente conta quando il mondo ci crolla addosso e non si ha più il conforto di ciò che abbiamo sempre dato per scontato. Di cosa ha bisogno l’uomo per vivere? Basta soddisfare le proprie esigenze primarie per dire di essere umani?
    Stazione undici ci insegna che non è così, perché sopravvivere non è sufficiente e anche l’esistenza di una compagnia itinerante di attori che porta Shakespeare ai sopravvissuti e a coloro che non hanno mai conosciuto il mondo com’era, sono più che un vezzo. Sono una necessità come il pane, l’acqua e i rapporti umani.

    La citazione: “Hell is the absence of the people you long for.”


  2. Il sitema Periodico di Primo Levi (febbraio 2016)

    Che dire di questa raccolta di racconti dell’autore del celeberrimo Se questo è un uomo? Tanto e niente. Tra fantasia e autobiografia Levi ci consegna 21 racconti legati indissolubilmente alla storia della sua vita, ognuno dei quali si intitola come un elemento chimico, in qualche modo collegato alla storia raccontata. Ovviamente non mancano accenni e un intero racconto (Cerio) dedicato alla sua durissima esperienza all’interno del campo di lavoro di Monowitz e su come proprio il cerio sia stato parte della sua salvezza.
    Tra tutti, i miei preferiti sono Ferro, storia dell’amicizia di Levi con Sandro, conclusasi con la morte di quest’ultimo per mano dei fascisti nel 1944, Vanadio e Carbonio.
    Carbonio è il racconto che conclude la raccolta e sembra slegato dal resto della storia eppure ha una delle conclusioni più belle e soddisfacenti che io abbia mai letto, eppure parla di un piccolo atomo, un atomo di carbonio come tanti che attraversa lo spazio e il tempo fino a porre fine alla storia.
    Sicuramente un libro di racconti di ottimo livello, una lettura oserei dire obbligatoria per chi, come me, ha una laurea in chimica perché, pur sembrando tutt’altro è un bellissimo libro sulla chimica. Forse il più bello che io abbia mai letto.

    La citazione: “Poiché anche la Natura è conservatrice, portiamo nel coccige quanto resta di una coda scomparsa.”


  3. H is for Hawk / Io e Mabel di Helen MacDonald (marzo/aprile 2016)
    Nonfiction, memoir, storia di falconeria, biografia di T.H.White, Io e Mabel (vincitore, tra gli altri premi del Costa Book Award del 2014) è tutto questo e molto più. Un viaggio emozionante nel dolore straziante dell’autrice per la morte dell’adorato padre, nel suo rifiuto del mondo e delle interazioni con gli altri umani per rifugiarsi in un rapporto simbiotico e ferale con un falco astore di nome Mabel.
    Un libro sofferto, una lettura che ho affrontato prima in inglese e poi ho ripetuto in italiano perché mi sono andata a scontrare con un livello di difficoltà della lingua elevato per poi rendermi conto che parte delle difficoltà rimanevano anche in italiano data la mia totale ignoranza riguardo la falconeria e, purtroppo anche T.H.White (non mi faccio molti problemi ad ammettere la mia ignoranza e ammettere il fatto che non avevo la minima idea che il classico Disney La Spada nella Roccia fosse tratto da un libro di White The once and future King).
    Assolutamente consigliato. Ne ho parlato talmente tanto che per Natale ho ricevuto una bellissima edizione di questo libro, in inglese, che fa parte della collana Birds & Bees della Vintage Classics.

    La citazione: “The hawk was everything I wanted to be: solitary, self-possessed, free from grief, and numb to the hurts of human life.”


  4. Uprooted di Naomi Novik (maggio 2016)
    C’era qualcuno che pensava dopo che ne ho parlato a maggio e poi di nuovo pochi giorni fa, anche se come libro esteticamente più bello del 2016, che questo libro potesse non trovarsi in questa classifica? A prescindere dai primi vinti da questo libro (Nebula e Locus , credo anche vinto altro ma non siamo qui per fare l’elenco dei premi vinti da Uprooted) io l’ho letteralmente adorato. Mi è partito un caso di fangirleggiamento selvaggio mai sopito unito a un caso di feticismo delle copertine che ancora non si è sopito, purtroppo per chi mi deve sopportare.
    Uprooted la cui trama si basa su fiabe e leggende dell’est europeo e della Russia è, oltre che un pregevole libro fantasy (che spero con tutta me stessa rimanga autoconclusivo), una storia che parla dell’amore in tutte le sue forme, di ciò che siamo spinti a fare per amore e delle sue conseguenze il tutto condito da un cattivo assolutamente diverso da solito e con una motivazione seria e credibile per la sua vocazione al male. Un mix di ingredienti letale per i miei gusti, ci potrebbero costruire una trappola con questi ingredienti e io ci cadrei con tutte le scarpe e un enorme sorriso stampato sulla faccia (ovviamente se poi gli ingredienti sono mescolati male incorrerete nella mia funesta ira da persona tradita e col cuoricino calpestato).
    A me è piaciuto tantissimo e lo consiglio senza alcuna riserva. Un vero peccato che non sia edito in Italia, credo però che, se conoscete lo spagnolo, sia disponibile anche in quella lingua.

    La citazione: “You’ve been inexpressibly lucky,” he said finally. “And inexpressibly mad, although in your case the two seem to be the same thing”


  5. Shades of Magic Trilogy Libri 1 & 2 – A Darker Shade of Magic e A Gathering of Shadows di V.E. Schwab (luglio 2016)
    Anche qui parliamo della fiera delle banalità, i due libri che sono finiti nel My cup of tea 2016 potevano non trovarsi all’interno dei miei libri preferiti dello scorso anno? Suvvia, non prendiamoci in giro. V.E. Schwab è stata una scoperta. Il suo stile di scrittura lo trovo assolutamente accattivante e, anche se non super originale, trovo l’idea dei mondi paralleli (e delle versioni di Londra diverse per quanto pur sempre Londra) geniale. Ciò che ho apprezzato nel primo libro, A Darker Shade of Magic l’ho amato ancora di più in A Gathering of Shadows ed è uno di quei rari casi in cui il libro che di solito soffre di un calo tanto che esiste la “Sindrome del secondo libro” è migliore del primo. Certo il finale di A Gathering of Shadows è veramente illegale e se l’avessi saputo avrei aspettato fino a pochi giorni dall’uscita di A Conjuring of Light (terzo e ultimo libro nella trilogia previsto per il prossimo 21 febbraio e pre-ordinato dallo scorso 24 luglio) per leggerlo.
    Anche qui c’è un po’ di coefficiente fangirl, a livelli che mi identifico con uno dei personaggi secondari del libro che è tipo la personificazione del “voglio che voi due stiate insieme e farò di tutto per farlo” ma c’è soprattutto materiale per diverse teorie che so già verranno distrutte durante la lettura del tomo finale.
    Anche in questo caso il libro non è stato tradotto in italiano, ma si trova in spagnolo e tedesco (forse pure in francese). So che sempre della Schwab verrà pubblicato in Italia This Savage Song da Giunti; ho letto anche questo ma ammetto senza alcun problema di preferire la Schwab quando si dedica alla letteratura per adulti rispetto agli young adult nonostante lo stile sia sempre quello che mi piace tanto.

    La citazione: “If you decide to leave- when you decide to leave- don’t do it without saying good-bye.”


  6. Il Maestro e Margherita di Michail Afanasevič Bulgakov (settembre 2016)
    Con questo libro io mi sento assolutamente indegna e inadatta. Come posso rendere giustizia a questo capolavoro del secolo scorso? Come posso riportare su questo blog le sensazioni che ho provato durante la lettura? Con che diritto provo solo a descrivere la bellezza, la complessità, l’ironia, la genialità riportata su carta da Bulgakov? Il Maestro e Margherita non è uno dei libri che mi è piaciuto di più nel 2016, è uno dei libri che mi è piaciuto di più nella vita, un libro con una storia così travagliata, con una pubblicazione ancor più travagliata, così pregno d’amore, ironia, critica alla società e all’ambiente letterario della Russia degli anni ’30. Posso dire che mi sono innamorata di questo libro e sperare che questo basti a descrivere quanto mi scaldi il cuore il solo pensiero di una storia così folle e intensa, piena d’amore e di meschinità, un viaggio quasi schizofrenico tra una Mosca degli anni ’30 del novecento trasformata in un enorme circo del grottesco da Woland e i suoi servitori (ciao Behemoth, miglior gatto della storia della letteratura da me mai letta) e la Gerusalemme dei tempi di Ponzio Pilato.
    Se penso che Bulgakov ha bruciato la prima versione di questo romanzo e noi tutti abbiamo rischiato di non leggerlo mai, mi viene un po’ da piangere. Per nostra fortuna lo ha riscritto, seppur non sia vissuto abbastanza per vederlo pubblicato e noi possiamo leggerlo. In un modo o nell’altro “i manoscritti non bruciano”.

    La citazione:“Рукописи не горят.” ovvero I manoscritti non bruciano.


  7. Mistborn – The Final Empire / L’ultimo Impero di Brandon Sanderson (settembre 2016)

    Io e Brandon Sanderson, una storia d’amore e di libri fantasy. Una storia di letture in inglese per partito preso (ne ho già parlato in maniera abbondante ma si può riassumere in soldi risparmiati e libri che non si trovano in italiano).
    The Final Empire è il primo libro della prima trilogia della saga di Mistborn e parla di un gruppo di persone che cercano di compiere un’impresa impossibile. Dalla loro hanno un millennio di vessazione sulle spalle della maggior parte della popolazione, la capacità di ingerire metalli e ricavarne poteri magici e un’assoluta follia.
    Ciò che mi ha colpita di Sanderson, oltre uno stile di scrittura che ti avvolge e il fatto che questo sia  quello che in lingua inglese si definisce un “turn pager” (cioè uno scrittore che ti rende difficile il posare il libro ma ti spinge a dire “ancora una pagina, ancora una pagina”) è la capacità di creare ambientazioni e sistemi magici originali. Prima o poi vi parlerò per bene di Brandon Sanderson e del suo Cosmere (perché sì in pratica tutte le sue serie per adulti sono collegate da un filo sottile e da un certo Hoid) ma converrete con me che questa non è la sede adatta per parlarne.

    La citazione: “Our belief is often strongest when it should be weakest. That is the nature of hope.”


  8. La vita sessuale dei nostri antenati di Bianca Pitzorno (settembre 2016)Bianca Pitzorno faro letterario della mia infanzia, autrice del mio libro per bambini preferito di sempre, da sempre e, molto probabilmente, per sempre ovvero Ascolta il mio Cuore, mi ha disorientata e poi riportata tre la sicure pareti della sua scrittura con questo suo romanzo per adulti.
    In che altro modo potevo sentirmi quando, dopo aver conosciuto per tutta la vita il mondo asessuato dei suoi libri per bambini, mi sono ritrovata a un libro che parte con la descrizione di una nottata di sesso occasionale con protagonista femminile? Era la stessa scrittrice?
    Sono bastate poche pagine per dirmi che sì, era sempre la stessa Pitzorno che aveva deciso di continuare a parlare ai suoi lettori oramai cresciuti. Gli elementi che caratterizzano parte della produzione della scrittrice sarda ci sono tutti (le protagoniste orfane, famiglie numerose e invadenti, l’apparentemente impenetrabile famiglia altoborghese messa a nudo) e sono adattati al target di riferimento. Nessuno nasce per partogenesi, anche le persone più insospettabili nascondono dei segreti e fingere che gli scandali non facciano parte del nostro passato è il tipico atteggiamento della borghesia che è destinato a crollare come un castello di carte al primo spiffero di vento.
    Oggettivamente il libro non è privo di difetti ma, una volta passata la sensazione di estraniamento è stato così bello tornare a casa che non ho potuto assolutamente impedire a questo libro di trovare un posto in questa piccola classifica di gradimento.

    La citazione: “Cara Lauretta, cara cugina come me orfana e come me allevata dalla inflessibile nonna nel culto della nostra nobilissima stirpe, perdonerai mai all’autrice di avere scritto questo libro sui nostri antenati?”


  9. The Way of Kings / La via dei Re di Brandon Sanderson (ottobre 2016)

    Sorpresona! Un altro libro di Brandon Sanderson, altro primo libro di una serie tuttora in corso ovvero The Stormlight Archive (se non ricordo male in italiano è Le Cronache della Folgoluce). Se The Final Empire mi era piaciuto questo libro l’ho letteralmente adorato. Un Sanderson nella sua forma migliore, una storia corale, coinvolgente, dei plot twist assolutamente inaspettati, dei personaggi straordinari (Sylphrena ti adoro, sei meravigliosa anche se non sei un essere umano e ho anche dei dubbi che tu sia un essere vivente nel senso tradizionale nel termine) e un finale che va be’, solo applausi per il signor Sanderson. Questo è il libro che, con Il Maestro e Margherita, si gioca il titolo di mio libro preferito del 2016. So che i due sono diversissimi, uno è un classico fatto e finito, l’altro è un tomone da più di 1000 pagine, eppure tra i due non so scegliere perché l’impatto emotivo è stato fortissimo durante la lettura di entrambi ed entrambi gli autori sono riusciti a stupirmi facendo andare la storia verso sentieri che non avrei previsto e, pur non essendo ciò che aspettavo, il tutto si è rivelato migliore di quanto avessi potuto mai immaginare.
    Non ho molto da dire sulla trama di The Way of Kings perché vorrei proprio che voi lo leggeste e lo amaste così come l’ho amato io.
    L’unica cosa che mi trattiene da leggere Words of Radiance (Parole di Luce in italiano) è il fatto che mi sto imponendo di leggere altro o lo avrei letto a ruota e sarei rimasta in attesa dell’uscita di Oathkeeper (prevista per la fine del 2017).

    La citazione:“Life before Death. Strength before Weakness. Journey before Destination.”


  10. Dark Matter di Blake Crouch (dicembre 2016)Chissà se è un caso ma questo elenco di libri preferiti del 2016 si chiude con l’ultimo libro letto, così come si era aperto col primo. Sarà come dice qualcuno che ciò che più ti rimane impresso nella memoria sono l’inizio e la fine delle cose, sarà che la memoria di Dark Matter è freschissima ma questa sorta di thriller sci-fi mi ha assolutamente conquistata. Credo che gran parte del merito vada a una gestione della parte scientifica della vicenda che si basa su una teoria scientifica nota e consolidata (per quanto di difficile comprensione e che fa dannare studenti su studenti che vanno a sostenere gli esami universitari sulla fisica quantistica) che è stata spiegata in maniera comprensibile anche per i profani della materia. Il finale, per chi ha avuto a che fare con questo tipo di problemi scientifici è l’unico possibile ma assolutamente coerente.
    Per chi invece ignora la fisica quantistica (e, credetemi, ha tutti i diritti di ignorarla se non rientra nel suo campo di studi) i colpi di scena arriveranno inaspettati (almeno credo).
    Una lettura in parte esterna alla mia “confort-zone” ma che mi è piaciuta tantissimo.

    La citazione: “We’re more than the sum total of our choices, that all the paths we might have taken factor somehow into the math of our identity.”


Poteva mancare una mia foto brutta? Ovvio che non poteva mancare!

Incredibile ma vero siamo giunti alla fine di questo viaggio tra i miei libri preferiti del 2016. Spero che questa lettura (mi rendo conto abbastanza lunga) non vi abbia lasciato stesi davanti alla tastiera e che vi abbia invogliato a leggere qualcosa.
Quali sono stati i vostri libri preferiti del 2016? Fatemelo sapere in un commento (o linkatemi il vostro blog così potrò leggerli)
A presto. Domani con il “WWW Wednesday” e con l’ultimo saluto al 2016 con lo SpecialONE 3.0.

Ancora una volta, un buon 2017 di letture a tutti voi!

PS: Trovate i miei fumetti preferiti del 2016 qui e il primo post riassuntivo delle letture qua!
Inoltre qui ci sono le mie tazzine del primo My Cup of Tea, al quale siete tutti invitati a partecipare!

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