Meet the Reader

Ehilà, ci sono ancora. Sono sparita (di nuovo) e ancora una volta sono tornata (chissà per quanto).
Oggi vi propongo un post leggero leggero, un giochino che ho trovato diversi mesi fa su instagram e di cui avevo salvato la foto ma non ricordo assolutamente chi l’avesse postato. Dalla grafia delle domande posso intuire solo che l’idea sia di origine britannica. Quindi tu, misterioso essere umano che hai concepito questo “Incontra il lettore”, hai la mia infinita gratitudine per avermi ricondotto sulla via di questo negletto spazio web. Detto ciò, iniziamo.

In un periodo in cui sono particolarmente libera da impegni posso al massimo arrivare a due libri letti contemporaneamente. In tutti gli altri periodi i libri vengono letti uno alla volta. Se un controlla su Goodreads vedrà che ho due libri in lettura, in realtà sto leggendo solo uno dei due, l’altro è lì messo in pausa, in attesa di tempi migliori. Il tempo poi è sempre quello che è quindi, specie se leggo in lingue che non sono l’italiano, c’è bisogno di un’attenzione assoluta nei confronti del libro che mi trovo davanti.

Pronti a una risposta banale?
Quando leggo, se sono a casa e fuori non c’è troppo caldo, adoro accompagnare le mie letture a una buona tazza di tè (tra i miei preferiti c’è il tè verde alla menta, che non è proprio il gusto più invernale dell’universo ma è troppo buono). Quando invece fa caldo bevo acqua. Fresca, liscia, semplicissima acqua.

Io non mangio quando leggo. Se mangiassi mi impiastriccerei le dita e macchierei le pagine del libro, anche se mangiassi qualcosa che non macchia rischierei di fare le briciole che finirebbero per incastrarsi tra le pagine*. Quindi il cibo è off limits durante la lettura. Anche perché solitamente leggo sui mezzi pubblici oppure prima di andare a dormire, insomma non due luoghi che pullulano di cibo.

Se guardo la mia libreria in questo esatto momento oserei dire che non è assolutamente organizzata ma un ammasso di libri messi là poco più per caso. In realtà però si trova in queste condizioni per un post che sto preparando per il blog (e per Instagram). In ogni caso la mia libreria (che nel mio caso è una libreria due mensole e dei mini scaffali del letto) è suddivisa innanzitutto per lingua. I libri inglesi poi sono messi semplicemente in ordine di altezza (quelli troppo alti per stare dentro le mensole ci stanno sopra) e, se riesco, di autore. Quelli in italiano invece sono ordinati per editore e all’interno dello stesso editore per autore. Ovviamente questo ordine dura giusto il tempo del sistemare la libreria, poi arriva un nuovo libro e tutto va a farsi benedire.  In realtà sto pensando di prendere un’altra libreria per sistemarci i fumetti che in questo momento si trovano sparsi tra il comò, il ripiano più basso della libreria e un paio di scatole giganti (sì linciatemi pure) e i testi scolastici che mi servono per lavoro. Vediamo un po’ se ci riesco durante i prossimi mesi.

Tasto dolente. Alcuni libri in copertina rigida sono meravigliosi e ne posseggo diversi, altri vengono pubblicati esclusivamente in questo formato però per me hanno uno svantaggio, sono mediamente pesantissimi, nel senso fisico del termine e faccio fatica a portarli con me. Sono scomodi da portare in borsa e da leggere sui mezzi. Per tutti questi motivi preferisco le copertine flessibili anche se mentre li si legge si fanno a pezzi (in realtà alcuni più di altri, in questo caso credo dipende dalla materia prima con cui sono fatti e dalla cura editoriale perché io tratto i libri tutti allo stesso modo a parte rari e dolorosi incidenti di percorso).
Mettiamola così a livello estetico i libri in copertina rigida sono mediamente più belli di quelli in copertina flessibile ma questi ultimi sono molto più comodi da leggere.
*Tranne gli Hardcover USA dei libri di Brandon Sanderson, quelli sono proprio brutti tanto che non le avessi pagate farei sparire le sovraccoperte senza alcuna remora.*

Attualmente ho in lettura Il diritto di Contare di Margot Lee Shetterly, la storia che ha ispirato l’omonimo film (che ovviamente io non ho visto) sulla calcolatrici di colore che hanno lavorato all’interno della NASA dai tempi della Seconda Guerra Mondiale e che hanno fatto la storia con le loro straordinarie capacità matematiche che hanno condotto l’uomo fin nello spazio.
Devo ammettere però che non mi sta entusiasmando più di tanto, pensavo di trovare un saggio puro e invece mi sembra quasi una versione romanzata, una biografia sotto forma di racconto abbastanza freddo e impersonale. Sono circa a un terzo del libro, speriamo migliori.
Note negative, la versione italiana edita da Harper Collins ha la cover che deriva dal film e sotto la sovraccoperta ha un orrendo colore lilla/viola che magari avrà anche un significato profondissimo ma secondo me è proprio brutto.
Avevo iniziato anche La Mano Sinistra delle Tenebre di Ursula K. LeGuin ma l’ho messo un attimo in pausa perché a inizio mese ero veramente oberata di lavoro e quel libro richiede la mia più profonda attenzione. Questo lo stavo leggendo in inglese perché, ovviamente, in italiano è praticamente introvabile.

Ecco qua, siamo giunti alla fine del post. Se questo piccolo “tag” vi è piaciuto potete usarlo pure sui vostri blog ma non datemi meriti che non mi merito assolutamente.
A presto.

Ah sì, le letture di maggio che sono state poche e per lo più poco soddisfacenti arriveranno insieme a quelle di giugno (che sembrano essere migliori anche se ho preso una bruttissima delusione, anche se la potrei definire una delusione consapevole, cioè ci sono finita dentro con tutte le scarpe ma sapevo dalla prima pagina che sarebbe finita a questo modo).


*Se vi sembro patologia su questo punto non vi sbagliate. Non metto più neanche le bottigliette d’acqua nella stessa borsa dove ci sono i libri perché lo scorso anno la bottiglietta in seguito a un urto abbastanza violento si è aperta e ha completamente bagnato tutto il contenuto della borsa distruggendo in maniera irreparabile il libro che avevo in lettura in quel momento. Una “tragedia letteraria” dalla quale non mi sono ancora ripresa del tutto, io ai miei libri ci tengo. Sono materialista, lo so.

 

Annunci

3 pensieri su “Meet the Reader

  1. Nemmeno io mangio !mentre leggo! E non bevo nemmeno, a dire il vero, non tanto per il timore di macchiare il libro quanto perché in genere mi dimentico quasi di respirare. ^^
    Bellissimo tag game! Credo che te lo ruberó, XD

  2. […] Pargoli e clienti languono in questo periodo, ve ne sarete accorti. Il problema è che, nonostante io mi lamenti dei casi umani che incontro per tutto l’anno, quando non li ho più sotto gli occhi sento la loro mancanza. Ecco perché devo tentare di distrarmi con qualche tag game, come Meet the Reader (“incontra il lettore”), che ho rubacchiato a MariaSte. […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...