I bilanci di metà anno: sei mesi di letture libresche.

Metà del 2017 è volata via e mi sto ancora chiedendo dove sia andata a finire, poi in realtà mi giro e vedo benissimo in che modo sono passati gli ultimi sei mesi (in effetti poteva andare peggio).
Ho pensato quindi di fare un piccolo bilancio di metà anno delle mie letture, di cui sto tenendo il conto grazie a un bellissimo reading journal che mi è stato regalato lo scorso Natale e alla sfida di lettura di Goodreads. Nella sfida di lettura su Goodreads tengo il conto di qualsiasi libro o fumetto io stia leggendo (e infatti l’ho praticamente quasi “vinta”), il reading journal è, invece, dedicato in maniera esclusiva ai libri e oggi voglio parlare solo di questi ultimi.

Dal primo gennaio al 30 giugno ho letto 34 libri tra italiano e inglese, la maggior parte in formato cartaceo, alcuni bellissimi e altri che definirli cocenti delusioni è far loro un complimento. Ho deciso quindi, prendendo spunto qua e là sul web, di parlare del meglio e del peggio dividendo il tutto in “categorie”. Senza ulteriore indugio, iniziamo.

  1. Miglior libro letto.
    Iniziamo malissimo perché prima categoria prima risposta doppia. Non posso sceglierne uno solo, perché proprio non posso quindi la mia risposta è:
    Word of Radiance di Brandon Sanderson e Exit West di Moshin Hamid. Ovvero due libri che non hanno assolutamente nulla a che fare uno con l’altro. Da una parte un tomone di 1100 pagine di classico High Fantasy, con esseri che sono tutto tranne che umani, un Hoid che spunta a tradimento e reazioni scomposte durante la lettura. Dall’altra un libro estremamente breve, con un elemento totalmente totalmente magico, ma per il resto di un’attualità e di una profondità disarmanti.
    Sono due libri totalmente diversi, per intenti, tipo di narrazione, probabilmente pubblico eppure io mi sono trovata a leggerli entrambi e amarli. Uno con la forza del mio essere un’attempata fangirl che sguazza nei libri fantasy, l’altro con il tumulto interiore e la montagna di pensieri che mi ha creato e che, forse, sarebbe bene creasse ad altri ben più importanti di me.


  2. Peggior libro letto.
    Questa è molto più facile. Nonostante le diverse cantonate prese e le delusioni l’ambita palma del vincitore va a un libro che so essere amato da molti. Sto parlando de Il circo della Notte di Erin Morgestein. Non offendetevi se è il vostro libro preferito perché questa è solo la mia opinione personale ma l’ho trovato praticamente l’emblema della vacuità.
    Forse partivo io prevenuta che non vado affatto d’accordo con alcuna incarnazione del Circo (sì ho visto il Cirque du Soleil e mi sono annoiata, quindi suppongo di essere un caso patologico) ma ho faticato a trovare un senso al libro, al capire perché questi due si sfidassero senza mettersi in gioco in prima persona, perché i due protagonisti si innamorassero e a trovare senza senso la sfida stessa.
    Credo si sia capito che non mi è piaciuto affatto ed è uno di quei rari casi in cui dare via il libro è la cosa migliore da fare. Non sento di aver alcun interesse a dare una seconda possibilità a questa lettura e spero che troverà qualcuno che potrà apprezzarlo molto più di quanto non abbia fatto io. Anche se io ve lo Sconsiglio caldamente. Oh, poi magari vi piacciono il circo, le sue atmosfere oniriche ecc, e allora meglio per voi.
    Una menzione speciale, non tanto per il libro in sé quanto per l’idea geniale di leggerlo con una traduzione degli anni ’50, va a La Morte a Venezia di Thomas Mann, riuscire a finire 100 pagine scarse di libro è stata un’impresa titanica, peggio che leggere in inglese.


  3. Il libro più bello acquistato*
    Anche qui senza alcun dubbio l’edizione speciale della Penguin per il 50esimo anniversario dalla pubblicazione completa de Il Maestro e Margherita di Michail Afanasievic Bulgakov della Penguin. Libro comprato solo perché bello, perché se lo merita. Perché Il Maestro e Margherita è uno dei libri della mia vita e soprattutto perché io sono “debole” e non ho saputo resistere. Dopotutto il libro lo possiedo in copia ebook in italiano e meritava (e merita ancora) di far parte della mia libreria cartacea, ho scelto semplicemente l’edizione che ritenevo più bella.
    Una menzione speciale (anche se è un regalo ed è di Natale 2016) va all’edizione di H is for Hawk di Helen Macdonald nella collana Birds and Bees della Vintage. Bella, bella bella, un bellissimo regalo da ammirare. (Poi facciamo finta che io non abbia tre edizioni di questo libro, due in inglese una in italiano, ignoriamo tutti insieme).


  4. La sorpresa.
    La sorpresa è indubbiamente All the Birds in the Sky di Charlie Jane Andrews, vincitore del Nebula e del Locus Award, un libro stranissimo a primo impatto, un fantasy con gli inventori delle macchine del tempo, con un titolo di cui si capisce il senso solo alla fine e una copertina (almeno dell’edizione inglese della Titan che ho io) estremamente gratificante da un punto di vista tattile (oltre che visivo). A fine lettura la sensazione principale era una sorta di “che cosa cavolo ho letto?” che nel corso dei giorni è maturato in un sincero apprezzamento, nonostante il libro non sia esente da difetti (ma quale libro non lo è) sia per i personaggi che per il messaggio che l’autrice ha voluto trasmettere.


  5. La Delusione.
    Al contrario della sorpresa la palma della delusione se la giocano un po’ più di candidati e per motivi diversi. Non che siano esattamente libri brutti, probabilmente partivo io da aspettative stellari (con gli occhi bendati perché i segnali c’erano tutti) che sono colate a picco nel corso della lettura. In realtà non riesco proprio a scegliere e quindi vi lascio un piccolo elenco che potrebbe sorprendervi. O forse no.
    – Milk & Honey di Rupi Kaur. Un libro di poesie che parla, tra le altre cose, di esperienze assolutamente devastanti per la vita di una persona e sulle quali è assolutamente inumano esprimente una qualunque critica. L’unico problema a mio parere è il tono che strizza un po’ (troppo) l’occhio alla Tumblr Social Justice e rovina quello che altrimenti sarebbe stato un messaggio universalmente comprensibile (dato che le poesie non sono assolutamente complesse, per quanto possiate fidarvi di una persona che, normalmente, non legge poesie).
    Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli di Elena Favilli e Francesca Cavallo. Probabilmente perché non sono una bambina, quasi sicuramente perché non sono mai stata una bambina ribelle, ma io da questo libro mi aspettavo di più. In termini di figure, delle biografie, del tono. Senza scendere in polemiche che potrebbero anche essere inutili, come quella sul titolo, anche qui c’è una vena tipicamente americana (nonostante le autrici siano italiane) di Social Justice, un qualcosa che in Europa cerchiamo di capire ma che non fa parte della nostra cultura perché figli di vicende storiche completamente differenti. Il fatto poi che sia partito il crowfounding per il secondo volume è una di quelle cose che mi si sono bloccate sulla bocca dello stomaco e non mi piacciono proprio per nulla. L’iniziativa sarà pure lodevole, l’esecuzione assolutamente migliorabile.
    – Va metti una sentinella di Harper Lee. Io non lo so, questo libro non sembra neanche scritto dall’autrice de Il buio oltre la siepe. Se lo avessi letto prima del suo ben più famoso “fratello maggiore” (che poi sarebbe il minore perché questo sarebbe stato scritto anni prima e ritrovato poi in un cassetto) lo avrei catalogato come un libro “senza infamia e senza lode”, un piacevole passatempo estivo ma dal confronto ne esce assolutamente distrutto. Non tanto per la distruzione della figura “leggendaria” di Atticus Finch (la caduta del genitore eroe è un processo che, in un modo o nell’altro, viviamo tutti nella vita e si ritrova spesso in letteratura) bensì proprio per stile, trama, profondità ed esecuzione. Una vera delusione.
    – Fiabe Danesi di Autori Vari. Niente, questo è proprio il caso di aspettative mal riposte. Pensavo di trovare qualcosa di diverso rispetto alla tradizione favolistica europea e invece… Un mix letale e spesso malriuscito tra il folklore tipico dei fratelli Grimm e Perrault e quello russo (o comunque dell’est europeo). Prima della lettura avevo idea di approfondire il teme delle fiabe del Nord Europa, dopo questa lettura l’entusiasmo non è scemato, è proprio morto. Un vero peccato.

Direi che siamo giunti alla fine. Voi cosa avete letto in questi primi sei mesi del 2017? C’è qualcosa di assolutamente bellissimo che volete consigliarmi? Avete opinioni sui libri di cui vi ho parlato? Fatemelo sapere nei commenti!

 

*ovviamente se in questo blog non c’è un attimo di profondità intellettuale pari a quello di una pozzanghera, non sono contenta.

Annunci

3 pensieri su “I bilanci di metà anno: sei mesi di letture libresche.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...