Best of: Letture di Maggio e Giugno

Dato che sono in un ritardo mostruoso con i post riassuntivi mensili delle mie letture ho deciso di unire insieme maggio e giugno e di parlarvi solo dei libri che mi sono piaciuti, altrimenti si fa notte e poi mattina e poi di nuovo notte.

Maggio non è stato un grandissimo mese dal punto di vista delle letture, ho letto poco (solo 4 libri) e per la maggior parte non sono rimasta soddisfatta delle mie letture, anche se per motivi diversi tra loro. A giugno è andata meglio, i libri sono diventati 6 e ho trovato un paio di letture veramente di mio gradimento.

Innanzitutto che cosa ho letto in questi due mesi?

Maggio:

  • A Court of Wings and Ruin di Sarah J. Maas (3.5 su 5* – Guilty Pleasure)
  • La casa delle belle addormentate di Yasunari Kawabata (2 su 5 – brividi di disgusto)
  • La morte a Venezia di Thomas Mann (3.75 su 5 – la traduzione era illegale per il 2017)
  • The Geek Feminist Revolution di Kameron Hurley (4.25 su 5)

Giugno:

  • All the Birds in the Sky di Charlie Jane Andrews (4.25 su 5)
  • The Long Way to a Small Angry Planet di Becky Chambers  (4 su 5)
  • Il gatto venuto dal cielo di Takashi Hiraide (3 su 5 – il libro carino per il Telo Mare Einaudi)
  • Le Metamorfosi o l’asino d’oro di Apuleio (4 su 5)
  • Va metti una sentinella di Harper Lee  (2.5 su 5 – non ci credo che lo abbia scritto Harper Lee)
  • Il diritto di contare di Margot Lee Shetterly (3 su 5 – ho preferito il film, troppo asettico)

Il primo libro di cui vi voglio parlare è The Geek Feminist Revolution di Kameron Hurley, scrittrice di romanzi di fantascienza (di cui non avevo letto niente prima) che qui raccoglie diversi saggi su femminismo, sulla sua vita, sul suo essere scrittrice, temi che le stanno a cuore, su come sia quasi morta di diabete e abbia rischiato la vita a causa del sistema sanitario statunitense ecc.
Questa è stata senza alcun dubbio la lettura più interessante del mese di maggio, le altre per un motivo o per l’altro, per colpe intrinseche o di traduzione, non mi hanno soddisfatta (e un Guilty Pleasure per quanto possa piacere è sempre un Guilty Pleasure, se poi è problematico e io ritengo che lo sia per motivi diversi rispetto alla maggioranza dei lettori, direi che è meglio lasciar perdere).
Non credo che questa raccolta sia perfetta, ciò che ne viene fuori è il ritratto di una persona molto arrabbiata che trova nella scrittura di saggi una valvola di sfogo, consapevole di non piacere a tutti e francamente poco interessata alle reazioni di coloro che non la pensano come lei. Pur condividendo in linea generale molte delle sue osservazioni (ed essere francamente rimasta allibita dinanzi al racconto di come è scampata alla morte e poi super indebitata di come si iniettasse insulina scaduta) ho trovato alcuni aspetti esasperati e figli di una società che non mi appartiene. Credo sia deleterio negare l’esistenza di una differenza (sta a voi quantificarla) tra la società italiana e quella statunitense e che i problemi riguardanti noi donne, pur avendo una radice comune, vanno a toccare aspetti e sensibilità diverse all’interno delle due società. Infine non riesco a comprendere questo atteggiamento sempre così belligerante, probabilmente sarà una questione caratteriale, sicuramente non ho vissuto il bagaglio di esperienze traumatiche che ha vissuto la Hurley e quindi non sono riuscita a immedesimarmi a pieno. Non dico che lei non abbia tutti i diritti di essere inviperita però, a volte, la mia impressione è stata quella di troppa rabbia trattenuta e sfogata solo su carta. Un peccato. Una lettura però consigliata, magari se il vostro modo di pensare si rispecchia tanto in quello della Social Justice potrete addirittura trovarlo perfetto. Attenzione però che l’inglese non è così semplice come potrebbe sembrare al primo sguardo.

Il prossimo libro di cui vi voglio parlare è All the Birds in the Sky di Charlie Jane Andrews, di questo titolo vi ho accennato nel bilancio delle letture di metà anno (lo trovate qua). Il romanzo fantasy vincitore di quest’anno del Locus e Nebula Award (e candidato allo Hugo) è uno di quei libri a cui a posteriori do un valore maggiore rispetto a quello che gli ho dato a caldo a fine lettura su Goodreads. In un mondo destinato alla rovina dove convivono senza mai toccarsi la magia e la tecnologia più avanzata cosa accade quando si incrociano le vite di una giovane strega e di un scienziato suo coetaneo (poi mi devono spiegare perché nella sinossi c’è scritto pazzo, povero Laurence) per poi separarsi bruscamente? Questo libro tenta di dare una risposta a un problema attuale attraverso la forma fantastica  e il fatto che a distanza di più di un mese io ricordi vividamente i pregi di questo libro me lo fanno apprezzare ancora di più.
C’è poi la rappresentazione di un particolare personaggio e di tutte le azioni che fa per le persone che ama che ho trovato adorabili. Il personaggio in sé a mio parere è meraviglioso e si fa portatore della risposta di cui vi parlavo prima. Ok credo di non poter dire di più o cado nello spoiler. Anche in questo caso siamo lontani dalla perfezione e a volte il ritmo della narrazione sembra perdere un colpo, alcuni salti temporali sembrano incomprensibili, però il fatto che mi abbia lasciato delle sensazioni altamente positive che si protraggono nel tempo e che hanno sostituito l’iniziale senso di smarrimento a leggere questo libro che a caldo avevo definito strano, mi spinge a consigliarlo: vi spingerà a riflettere su come stiamo trattando il nostro pianeta, sui come a volte nel cercare di trovare una soluzione peggioriamo solo le cose, sul valore delle promesse e su quanto costi venir meno alla parola data. Ovviamente se sapete l’inglese, perché non ho idea se questo libro verrà mai pubblicato in Italia.

Subito dopo ho letto un libro che avevo iniziato ad ottobre 2016 e bloccato a pagina 60 in preda a un blocco del lettore (e una voglia di leggere solo libri di Brandon Sanderson, che se andate a spulciarvi i post di quel periodo potete rendervi conto del problema) e invece a questo secondo tentativo si è dimostrata una piccola gioia da leggere. Sto parlando di The Long Way to a Small Angry Planet di Becky Chambers, romanzo corale di fantascienza sullo strano equipaggio di un’astronave, la Wayfarer, che si occupa di fare letteralmente buchi nello spazio per costruire dei tunnel  che colleghino tra loro punti dell’universo molto lontani. La trama non è sicuramente il punto forte della storia, sono i personaggi a tenere in piedi il tutto, un gruppo di persone diverse, per sesso, età, razza, convinzioni, che convivono insieme e mandano un messaggio di pace e armonia. Il tutto potrebbe puzzare come tremendamente buonista e/o Social Justice, l’abilità della Chambers sta nel non renderlo troppo pesante, i rapporti che si sviluppano sono credibili, e non si tradisce mai la natura “umana”, si farà sempre di tutto per aiutare chi si ama o che fa parte della propria “famiglia”: che sia immorale per altri o illegale per le leggi galattiche i rapporti “umani” (termine che qui non rende assolutamente il concetto di rapporti tra specie completamente diverse che occupano l’universo, con aspetto completamente diverso dal nostro ecc. ecc.) vengono sempre al primo posto.
Sicuramente una lettura che “scalda il cuore”. Anche questo  non è disponibile in italiano, purtroppo.

Infine voglio parlavi di un classico, quello che si potrebbe definire un classico con la C maiuscola se non per meriti letterari almeno per termini di longevità, non è comune (anzi questo è proprio l’unico caso) che un libro giunga a noi intatto dopo 1800 anni circa. Vi parlo de Le Metamorfosi / L’Asino d’oro di Apuleio.
Quando frequentavo la scuola media, la professoressa di italiano ci aveva fatto leggere in classe una versione adattata per dei dodicenni della storia e ne ero rimasta affascinata (oltre ad aver sviluppato un “amore” infinito per La Favola di Amore e Psiche), quando all’ultimo anno di liceo ho studiato Apuleio gioia e giubilo e quindi anni dopo mi è venuta la “malsana” idea di leggere l’opera originale che ho recuperato con il testo latino a fronte. Il libro era quindi un mattone di più di 700 pagine, ma dovendone leggere la metà, la lettura è stata assolutamente affrontabile. Cosa dire quindi dell’unico romanzo della letteratura latina giunto a noi in maniera completa? L’esprimere un giudizio su un libro che viene letto da quasi due millenni mi sembra un’impresa al di là delle mie capacità ma, visto che l’ho letto, qualcosa la dovrò pur dire. Se dovessi parlare solo dello stile di scrittura o di quanto questo libro sia coinvolgente, divertente e in certi punti assolutamente geniale il libro meriterebbe il massimo, insomma le famose 5 stelline. Ciò che mi trattiene però è il suo essere profondamente “antico romano” e tanto distante da me: a volte caciarone, a volte scurrile, per alcuni tratti volgarotto e portante messaggi da me non condivisi (il libro non si distingue certo per la benevolenza nel tracciare i personaggi femminili e nonostante sia una figura femminile a salvarlo questa non è una donna bensì una dea, inoltre c’è un passaggio platealmente omofobo in cui non sono stata in grado di capire se rispecchi il pensiero dell’autore o sia una critica al pensiero medio della società del tempo) e soprattutto il finale cosi “religioso” che invece mancava nella riduzione che avevo letto ai tempi delle medie.
Per il resto la trama mi era nota e sono convinta che Apuleio sia assolutamente uno scrittore valido che si merita una chance di lettura superiore a quella di molti scrittori a noi contemporanei che non hanno un decimo del l’ironia di questo autore e la sua straordinaria capacità di interrompere la narrazione per rivolgersi al lettore in una sorta di sfondamento della quarta parete ante litteram.


Ecco qua, mi sono più o meno rimessa in pari, ora potrò parlarvi delle letture di luglio (che al momento sono poche perché ciao blocco del lettore arrivato col gran caldo e la fine degli spostamenti sui mezzi per lavoro). Degli altri libri non vi parlo perché o vorrei parlarne in altri post collegati ai loro adattamenti cinematografici e per il momento di libri che non mi interessano/non mi piacciono ne ho parlato fin troppo!

Voi cosa avete letto negli scorsi mesi? Fatemelo sapere! A presto.

*nella scala letture Guilty Pleasure

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