Letture di luglio

Il caldo anomalo sembra aver abbandonato queste parti quindi posso riaccendere il pc e parlarvi brevemente delle mie letture del mese scorso. Nel mese appena passato ho letto 7 libri, per la maggior parte non particolarmente lunghi ma di generi estremamente diversi tra cui spicca un libro che mi è piaciuto tantissimo e si è rivelato un affare (per dirla in maniera super simpatica un affarONE).
Bando alle ciance e parliamo quindi delle mie letture di luglio. Ovviamente dopo la foto brutta.

Il primo libro letto a luglio è The Kiss of Deception di Mary A. Pearson. Primo libro di una trilogia Young Adult intitolata The Remnant Chronicles che, da quanto visto in giro doveva essere diverso da solito e invece no. Lia è una principessa che per questioni squisitamente politiche viene data in sposa al principe di un regno vicino, in modo da migliorare i rapporti tra le due nazioni e che in quanto “Prima Figlia” dovrebbe essere dotata di un enorme potere magico. In realtà Lia non ha alcun potere né la minima intenzione di sposarsi e decide quindi, con l’aiuto di un’amica, di fuggire. Al suo inseguimento si pongono, oltre alla sua famiglia, il principe abbandonato e un assassino inviato da un terzo regno per ucciderla. Entrambi la trovano e da lì si sviluppa la storia. Vi chiederete perché è un no per me. Semplice l’autrice ha deciso di tenere nascosta l’identità di due personaggi di modo che il lettore non sappia chi è il principe e chi l’assassino o meglio, dal mio punto di vista ci prova e non ci riesce. Quando è chiaro chi sia chi, il libro scorre via leggero come un bicchiere d’acqua senza picchi stilistici non presentando alcun elemento che lo faccia spiccare in un genere in cui le protagoniste femminili poco speciali che improvvisamente lo diventano tantissimo la fanno da padrone. 2.75 su 5


Ho poi cambiato genere e letto in successione due saggi del Professor Carlo Rovelli che hanno raggiunto il grande pubblico e, specie il primo, sono rimasti per mesi in cima alle classifiche di vendita in Italia. Parlo, ovviamente, di Sette Brevi Lezioni di Fisica e de L’ordine del tempo. Il primo è una rivisitazione di alcuni articoli a cura di Rovelli comparsi su un quotidiano economico italiano e hanno un tono e uno stile studiato per essere comprensibile anche da chi è completamente digiuno di fisica (che sappiamo tutti essere materia poco amata dalla maggior parte degli studenti). L’ordine del tempo invece si concentra sul concetto di tempo per il fisico quantistico, sulla sua distruzione e ricostruzione sotto una luce completamente diversa; a mio parere richiede una conoscenza superiore della fisica poiché, pur non facendo ricorso a formule o dimostrazioni matematiche, richiede che il lettore arrivi con una mente già allenata all’accettazione di concetti che vanno ovviamente a cozzare contro l’esperienza sensoriale quotidiana. Per farla breve l’idea che una pallina lanciata contro il muro lo possa attraversare non deve lasciarvi a bocca aperta.
Io non sono assolutamente la più grande esperta di fisica di questo pianeta ma ho avuto la mia bella dose di meccanica quantistica durante gli anni universitari quindi la distruzione dell’idea del tempo non mi ha sconvolto. Anzi sono rimasta totalmente affascinata da queste teorie attuali che non possono essere totalmente verificate ma che mostrano conferme qua e là tra gli atomi e lo spazio profondo.
4.25 su 5 per  Sette Brevi Lezioni di Fisica e 4.75 su 5 per L’ordine del tempo.


A luglio ho partecipato al solito gruppo di lettura su Facebook, questa volta il libro scelto era Di cosa parliamo quando parliamo d’amore di Raymond Carver anche se molti hanno letto Principianti dello stesso autore poiché Di cosa parliamo quando parliamo d’amore è Principianti dopo la mannaia (che a volte ha ridotto alcuni racconti del 70%) dell’editor di Carver. Che dire? Alcuni racconti mi sono piaciuti molto, su tutti Il bagno, di altri non ho capito il senso e un paio mi hanno decisamente fatto orrore (sì, sto parlando di Dì alle donne che usciamo). Stilisticamente sono di livello molto alto, i racconti più deboli si trovano proprio all’inizio e questo può creare un problema e allontanare il lettore. In generale si possono definire come assolutamente essenziali, una sorta di gioiello privo di qualsiasi decorazione o orpello che affascina nella sua estrema semplicità (anche se a posteriori quanto di questo aspetto è Carver e quanto è il suo editor Gordon Lish?) ma a livello di trama a volte sembrano inconcludenti. Alla fine gli ho dato 3.75 su 5 su Goodreads perché all’interno di una forma praticamente meravigliosa ho trovato una sostanza più che altro fumosa. Non so se leggerò mai Principianti, attualmente non è in cima alla mia lista delle priorità.


Presa dal clamore (o lobotomizzata dall’account Twitter di Einaudi che era leggermente insistente nello spingere questo titolo) della vittoria del Premio Strega ho letto Le otto montagne di Paolo Cognetti, storia di Pietro, del suo amico Bruno e di suo padre. Tre uomini uniti dall’amore per la montagna espresso in forme diverse e divisi dalla vita. Tre solitudini che si incontrano e poi si perdono alla ricerca della pace che solo la montagna sa dare loro. Questo libro mi è piaciuto molto, seppure con un finale a mio parere abbastanza prevedibile che però sembra rappresentare una volta di club esclusivo di uomini che amano la montagna e non amano comunicare, specie Pietro e suo padre che si troveranno accomunati dal destino seppure in circostanze completamente diverse. L’unica cosa che mi ha fatto storcere il naso è stato il senso di esclusione provato durante la lettura, che mi ha accomunata alle donne del romanzo; relegate in un angolo, in un ruolo ma apparentemente indegne di far parte del club esclusivo degli amanti della montagna. Insomma una storia d’amore, forse di troppo amore per la montagna. 4 su 5.


Ho letto poi The Bear and the Nightingale di Katherine Arden. Questo è stato l’affarONE perché l’ho pagato  poco più di 4 euro e qualche giorno dopo su Amazon ne costava 20 (ora si attesta attorno ai 13). Avevo puntato questo libro sin dallo scorso gennaio con un’altra cover, poi ho visto che era in super offerta quindi per una volta ho lasciato perdere il mio innato “feticismo per le cover” e ho fatto vincere il risparmio. Comunque questo è quel tipo di libro con scritto sopra “MariaStefania tu mi amerai, garantito al 200%” perché ha un mix letale di cose che a me piacciono: fantasy, ambientato nella Russia tardo medioevale, con tantissimo folklore e leggende in mezzo; insomma il libro per me e il libro che mi ha gettata nella fase Russia dalla quale a oggi non sono ancora uscita, anche se attualmente lotto con un blocco del lettore o meglio con un fa troppo caldo per poter prendere il libro in mano).
The Bear and the Nightingale è la storia di Vasya, figlia minore di un boiardo del nord della Russia che alla morte della moglie decide di risposarsi e bandire le vecchie divinità dalla casa, da sempre servite e onorate che la giovane Vasya può vedere. Allontanare i vecchi dei ha un prezzo e forse il villaggio di Vasya, disperso tra le foreste innevate del nord della Russia, non può difendersi contro leggende che forse non sono tali.
Inutile dire che l’ho amato tantissimo e non vedo l’ora di leggere il seguito. 5 su 5.


Infine, visto che ero in piena fase Russia, ho letto due racconti di Bulgakov che nell’edizione della Feltrinelli si trovano nello stesso libro, ovvero Cuore di Cane e Le uova fatali. Due racconti al limite tra la scienza fantastica e la fantascienza come viene intesa oggi accomunati dalla presenza di due scienziati che scoprono qualcosa che non dovrebbero scoprire e sul prezzo da pagare per le loro azioni innaturali. Tra i due ho decisamente preferito Cuore di Cane, storia di uno medico che tenta di trasformare un cane di strada in un essere umano tramite trapianto di ipofisi e testicoli di un ubriacone morto per strada e si ritroverà davanti una creatura che manterrà le caratteristiche peggiori di entrambi. Le uova fatali parlano di uno scienziato esperto di anfibi che scopre il raggio della vita. Finito in mano al governo questo raggio però porterà a risultati talmente disastrosi da sembrare addirittura grotteschi.
Il tema ricorrente in entrambi i racconti è lo stesso, la scienza che supera i suoi limiti per caso o volontariamente e le conseguenze da pagare. A mio parere il tema è sviluppato in maniera migliore di in Cuore di Cane, Le Uova Fatali invece paga il peso di un finale che pare affrettato, scritto con l’urgenza di concludere la storia.
Alla fine la media tra le due storie è 4 su 5 con 3.5 per Le Uova Fatali e 4.5 per Cuore di Cane.


Anche per questo mese sono giunta alla fine. Mi scuso per i pareri più stringati del solito ma questo mese di agosto, caldo letale a parte, è andata così. Almeno non sono costretta a fare un best of come per i mesi passati.
Ci vediamo al mese prossimo con il wrap up.

PS: Non vi dico che il blog va in vacanza perché un blog che pubblica così poco come il mio non si può permettere queste cose e anche perché vorrei comunque rifarmi viva durante il mese di agosto. Chissà magari per una volta riuscirò a programmare dei post. A presto!

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